mardi 16 septembre 2014

Chi vuole morire per l'Ucraina?

L'accordo di associazione UE-Ucraina
Oggi é stato ratificato dal Parlamento europeo e dal Parlamento ucraino l'accordo di associazione UE-Ucraina, accordo che l'ex presidente Yanukovich, a seguito delle pressioni russe, aveva rifiutato di firmare nel novembre 2013.



La mancata firma dell'accordo di associazione é stata alla base della rivolta ed ai morti di EuroMaidan del febbraio  2014, che aveva portato all'allontanamento dal potere di Yanukovich ed alla  formazione di un nuovo governo provvisorio filo-occidentale con alla testa Arseniy Yatsenyuk, non riconosciuto dalla Russia, che ha firmato l'accordo di associazione con l'UE ma che ha anche votato l'abolizione dell'uso ufficiale della lingua russa nel Paese.


La violazione del Memorandum di Budapest da parte dell'orso russo di fronte alle minacce di un' UE e di una NATO alle proprie porte 
 La Russia, sentitasi minacciata economicamente e politicamente dal riavvicinamento dell'Ucraina all'occidente ed all'UE, ha reagito con la forza,  accendendo la più grave crisi in Europa dalla seconda guerra mondiale, invadendo ed annettendo la Crimea praticamente senza sparare un colpo, e sostenendo l'insurrezione e  la secessione nelle provincie orientali di Donetsk e di Luhansk.

Il conflitto, tutt'ora in atto, nonostante un cessate il fuoco del 5 settembre, ha provocato diverse migliaia di morti di militari da ambo le parti, migliaia di morti civili ed oltre un milione di profughi attraverso l'Ucraina e la Russia .

Dal punto di vista giuridico ed internazionale é necessario ricordare il Memorandum di Budapest, firmato il 5 dicembre 1994, in base al quale, in cambio dello smantellamento degli armamenti atomici ereditati dall'URSS e distrutti in Russia,  e dell'adesione dell'Ucraina al trattato di non proliferazione nucleare, l'Ucraina ottiene dagli USA, Regno Unito e Russia formali garanzie sulla propria sicurezza, la propria indipendenza e la propria integrità territoriale.

Questo accordo é stato violato con l'annessione russa della Crimea, e con il sostegno russo alle milizie secessioniste nell'est dell'Ucraina, anche se la Russia ha sempre formalmente smentito di avere truppe sul territorio orientale Ucraino.


Escalation tra sanzioni e contro-sanzioni
In rappresaglia all'annessione della Crimea, gli USA e l'UE hanno adottato sanzioni progressive, che prevedono il divieto di spostamento sul loro territorio ed il gelo dei beni di di diverse autorità russe, nonché misure contro gli interessi delle banche ed il settore  petrolifero russo, inasprite dopo l'abbattimento il 17 luglio 2014 del jet della Malaysia airways  .

A queste sanzioni la Russia ha reagito con contro sanzioni che hanno colpito i prodotti ortofrutticoli, lattiero-caseari, a base di carne ed ittici in provenienza dell'UE e degli Stati Uniti.

Il gelo dell'accordo di libero scambio UE-Ucraina
Tuttavia l'accordo di associazione UE-Ucraina vede il giorno senza l'entrata in vigore del parallelo accordo di libero scambio, la cui entrata in vigore é stata rimandata al 2016.
Questo per non inasprire il conflitto con Mosca che con questo accordo vedrebbe i prodotti in provenienza dell'UE preferiti ad i propri in Ucraina e rischierebbe di vedere arrivare prodotti europei, attraverso l'Ucraina,  anche sui propri mercati.
Durante questo periodo di "stand still" l'UE applicherà dazi molto ridotti a certi prodotti ucraini, mentre Kiev potrà continuare a prelevare dazi doganali sui prodotti in provenienza dell'UE.

Questo periodo potrebbe anche essere benefico per l'Ucraina, se le autorità ucraine miglioreranno la competitività della propria economia, ancora largamente dipendente dall'interscambio con Mosca, eliminando anche le larghe sacche di corruzione che ne frenano lo sviluppo, prima di dovere fare entrare prodotti dall'UE liberi da dazi doganali.

In parallelo, sul piano interno l'Ucraina, ha oggi votato due leggi complementari all'accordo del cassate il fuoco, relative alle provincie orientali: una che accorda maggiore autonomia a queste provincie per un periodo triennale, compresa la nomina delle autorità giudiziarie locali e delle forze di polizia e che prepara elezioni locali per il mese di novembre ed un'altra legge, che accorda un'amnistia alle forze coinvolte nel conflitto , purché non colpevoli di assassinio, terrorismo, sabotaggio o di aver cercato di uccidere forze ucraine.

Conclusione
La prova di forza lanciata da Mosca in Ucraina sembra, per il momento, aver prodotto i propri effetti, perché Kiev, alla luce delle disfatte militari nelle  regioni orientali in mano ai separatisti, ha accordato uno statuto speciale alle proprie provincie orientali ed é stata ritardata l'entrata in vigore delle misure commerciali dell'accordo di libero scambio UE-Ucraina, sgradito a Mosca.

Anche un'eventuale richiesta dell'Ucraina di aderire alla NATO come membro a statuto pieno non ha una prospettiva di essere accettata, perché significherebbe un passo verso un conflitto NATO-Russia, in quanto  la Russia ha sempre fatto presente che considererebbe un Ucraina aderente alla NATO come una minaccia alla propria sicurezza.

Inoltre, al di là del sostegno verbale della NATO a Kiev, appare chiaro che dal lato atlantico non vi sia nessuna volontà politica di andare a combattere una guerra in Ucraina e  vedere i propri soldati morire per un governo che non ha saputo accordare al momento opportuno l'autonomia alle proprie regioni orientali e non ha tenuto conto della situazione geo-politica, nettamente in favore della potenza nucleare russa.

Inoltre, dietro un'apparente facciata di unità, i 28 dell'UE sono profondamente divisi riguardo alla politica di fermezza nei confronti della Russia, con da una parte, i falchi delle tre repubbliche baltiche (membri della NATO ma praticamente molto sguarnite ad un'eventuale offensiva militare russa) e la Polonia e dall'altra le colombe, guidate da Germania e Francia, che avrebbero tutto da perdere da un inasprirsi della crisi, a causa dei  forti legami commerciali che hanno con la Russia (ricordiamo a proposito il contratto tra Francia e Russia per la fornitura di diverse navi portaelicotteri della classe Mistral).

Da questa crisi ucraina emerge come la Russia,  abbia ben saputo sfruttare la situazione di fatto esistente, derivante da legami economici storici con l'Ucraina ed  abbia ben preparato in anticipo le carte militari da giocare sul tavolo, mentre l'UE e gli Stati Uniti sembrano essere stati sopraffatti dagli avvenimenti sul terreno, oltre a mostrare la propria debolezza negoziale, in quanto privi di contropartite economiche interessanti da offrire all'Ucraina.


lundi 8 septembre 2014

Intervista a L'INDRO su petizione per matrimonio omosex in Italia

Intervista di Marinella Zetti a Giuseppe Fiamingo, promotore dell'iniziativa
Sposato, con due figli, perché Giuseppe Fiamingo dovrebbe interessarsi ai diritti delle persone Lgbt? 
Eppure lo ha fatto, ha preparato una petizione, indirizzata direttamente a Matteo Renzi, chiedendo di approvare anche in Italia il matrimonio per le coppie omosex.
«L'articolo 3 della Costituzione prevede che non sono ammesse discriminazioni tra i cittadini, tra l'altro, anche alla luce del sesso. Invece attualmente non è possibile a cittadini dello stesso sesso contrarre matrimonio civile e ciò provoca una discriminazione di questi rispetto ai cittadini che hanno contratto matrimonio civile. »
Così inizia il documento di Fiammingo, nato a Catania, ma che si definisce ‘cittadino del mondo’, e vive in Belgio dal 1984. Spinto alla fine degli anni 70 a studiare all’estero da una madre antesignana, dopo aver frequentato l'università Bocconi a Milano, ha lavorato in Belgio nella consulenza in settori attinenti all'attività dell'Unione europea, in particolare agricoltura ed agro-industria».

Vale la pena ricordare che oggi il matrimonio tra persone omosex è legale in 17 Paesi nel Mondo: il primo nel 2000 è stato l’Olanda e l’ultimo, lo scorso giugno, il Lussemburgo. Va anche precisato che per molti Paesi il matrimonio è stato una conseguenza logica rispetto alla legge che regolarizzava le ‘civil partnership’ tra persone dello stesso sesso.

Per conoscere meglio la sua iniziativa e i motivi che lo hanno spinto a dar vita alla petizione, abbiamo rivolto alcune domande a Giuseppe Fiamingo.

  Quando hai iniziato a interessarti al matrimonio per coppie omosessuali e perché? 
Nonostante sia un Paese cattolico, il Belgio è un pioniere per i diritti degli omosessuali: il  matrimonio gay è stato introdotto nel 2003.
Dopo più di 10 anni, in Belgio il matrimonio tra persone dello stesso sesso è ormai un fatto normale.
Sono da sempre molto sensibile alla parità dei diritti per tutti gli esseri umani e se osservo l’Italia, trovo naturale insorgere su una palese ingiustizia: gli omosessuali italiani che desiderano sposarsi non lo possano fare. Non mi sembra giusto che non abbiano gli stessi diritti delle coppie etero sposate, riguardo, ad esempio, all'abitazione coniugale, ai congedi sul lavoro, all'assistenza sanitaria, alla possibilità di visitare il coniuge in una struttura ospedaliera, alla reversibilità della pensione, e alla successione, al di là del testamento.

Come ti è venuta l’idea di lanciare un petizione per il matrimonio egualitario?
La ‘cultura della petizione’ per di più on-line, in quanto democrazia dal basso, appare come un ottimo strumento per richiamare l'attenzione dei cittadini su tematiche urgenti e meritevoli di attenzione. Inoltre, proporzionalmente alle firme raccolte, queste iniziative sono in grado di attrarre l'attenzione dei politici che dovrebbero decidere, o quanto meno, proporre leggi sulle questioni messe al centro dalla petizione. Infine, possono aiutare anche a contrastare gli slogan odiosi e retrogradi di certi politici reazionari che purtroppo siedono nel Parlamento italiano.
  
E i tuoi familiari come hanno reagito quando hai comunicato la tua idea?
La reazione di mia moglie e dei miei figli è stata di interesse e partecipazione. Sono stati positivamente sorpresi dal fatto che la petizione sia già stata firmata da più di 2500 italiani, anche all'estero.

In Italia come è stata accolta la petizione dagli esponenti del Movimento Lgbt? 
Sinceramente mi aspettavo più sostegno sia da parte di certi politici attivisti per i diritti delle persone Lgbt sia dal Movimento. Osservandolo dall’estero, il Movimento italiano mi appare frazionato in diverse associazioni, in cui ognuno coltiva il proprio ‘orticello’, senza riuscire a fare massa critica sulle questioni dei diritti e quindi di vera rilevanza politica.

 
Come sta andando la petizione? 
Abbiamo già superato le 2500 adesioni ma il nostro obiettivo è di arrivare a 10.000. Privilegiamo una presa di coscienza ed un'azione progressiva di sensibilizzazione, perché siamo coscienti della forte influenza sulla cultura italiana da parte della religione cattolica. D'altra parte, il governo Renzi, nonostante le timide promesse sulle unioni civili, non ha partorito proprio nulla, salvo la ‘grande’ riforma sul Senato, ed anzi sembrerebbe lasciare cadere il sofferto Ddl n. 14 sulla disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili di cui è relatrice anche Monica Cirinnà del PD, sostituendolo con un nebuloso testo governativo in materia.

Ti aspettavi risultati migliori? 
La petizione è stata lanciata a febbraio. All'inizio ci eravamo dati un obiettivo di 1000 firme, ma visto il successo iniziale, abbiamo deciso di continuare e di porci un traguardo decisamente ambizioso. Certo, per raggiungere le 10.000 firme avremmo bisogno del sostegno fattivo delle organizzazioni Lgbt e di tante persone convinte che si tratta di una battagli di civiltà. Confidiamo molto sul ‘passaparola’, un metodo che si è rivelato vincente in molte occasioni. Non mi stanco di rilanciare la petizione su Twitter con l'hastag #matrimoniomosex!
E invito anche a chi legge a farlo e, ovviamente, a firmare la petizione.

A tuo avviso, perché in Italia c’è ancora tanta titubanza nel consentire alle persone omosessuali di sposare la persona che amano? 
Nella decisione di negare alle coppie omosessuali i diritti riconosciuti alle coppie eterosessuali può agire il riflesso cattolico.
Tuttavia in Italia, in cui esiste anche una Chiesa cattolica tollerante, mi sembrano maggiormente responsabili, riguardo alla discriminazione della comunità Lgbt, certi politici che veicolano giornalmente messaggi omofobi ed oscurantisti. Questi, a mio avviso, andrebbero contrastati con grande forza.
Per onestà intellettuale e rispetto alla propaganda degli omofobi fondamentalisti, mi sembra opportuno sottolineare e dare ampia diffusione al un concetto molto semplice: col matrimonio omosex vengono semplicemente allargati i diritti del matrimonio tradizionale alle coppie     omosessuali e le coppie eterosessuali non hanno nulla da perdere o da temere da questa semplice estensione di diritti.
 
Pensi che i governi si lascino influenzare da quanto sostiene il Vaticano?
Gli italiani devono esigere dai loro politici una netta separazione tra la professione della propria fede, che è un fatto privato, e la tutela dei valori universali e costituzionali, come l'uguaglianza tra tutti i cittadini.
La Costituzione italiana è ispirata dal principio della laicità dello Stato e quindi vanno tutelati una pluralità di valori e non solo quelli attribuibili ad una sola religione o orientamento filosofico.
Credo poi che sia urgente porre fine alla vergognosa discriminazione per cui solo per i parlamentari (cioè proprio coloro che dovrebbero legiferare in materia) e per i giornalisti è previsto, dai rispettivi enti previdenziali, che i loro partner (di qualunque sesso siano) possano avere accesso all'assistenza sanitaria. Inoltre per i soli parlamentari è ammessa anche la pensione di reversibilità per il partner, anche in questo caso senza distinzione di sesso.

Dopo il matrimonio per le coppie omosessuali, credi si potrà parlare di adozione e legalizzazione dei figli all'interno del matrimonio?
Alla luce dell'esperienza negli altri Paesi, mi sembra che quelli dell'adozione e del riconoscimento dei figli siano diritti legittimi, che possano essere successivamente acquisiti, dopo il conseguimento del matrimonio omosessuale.
Ma ho la fondata impressione che già per il conseguimento della parità dei diritti tra coppie etero ed omosessuali col matrimonio paritario, la strada in Italia sia ancora lunga ed in salita!
Sono convinto, infatti, che la battaglia per l’adozione e la legalizzazione dei figli delle coppie omosessuali sarà ancora più difficile e questo nonostante la recente sentenza del Tribunale di Roma che ha riconosciuto l’adozione di una bambina da parte di una coppia omosessuale formata da due donne.
Chi desidera firmare la petizione, lo può fare al seguente link.
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http://www.lindro.it/societa/societa-news/societa-news-italia/2014-09-08/141388-una-petizione-per-il-matrimonio-delle-coppie-omosessuali

samedi 30 août 2014

Mogherini alla PESC

Alla fine Renzi ce l'ha fatta a spuntare la poltrona della PESC (Politica estera e di sicurezza comune) per la Mogherini, già neoministra degli esteri italiana, sulla quale vi era stato a luglio il veto dei paesi dell'Est Europa, che la considerano troppo prona al (cattivo) volere di Vladimir Putin e delle lobbies petrolifere, che lucrano contratti miliardari con la Russia.

A nostro avviso Renzi si é impuntato su di una candidatura per una portafoglio di scarso rilievo in seno alla Commissione UE.
Infatti l'Alto commissario per la PESC è una posizione si prestigiosa, ma ancora ininfluente per le sorti dell' UE e della sua politica estera.
 La PESC, che richiede una quasi impossibile unanimità tra i 28 Stati membri, di comune ha ancora ben poco, in quanto gli Stati Membri, soprattutto i maggiori, come Germania, Francia e Regno Unito, ma anche Polonia e Spagna, si tengono ben stretta la propria politica estera che orientano, anche col loro voto o veto all'ONU, secondo i propri interessi nazionali, o come nel caso del Regno Unito anche attraverso il legame trans-atlantico con gli USA.

Per fare progredire la PESC ci vorrebbe una personalità della statura di Javier Solana, primo Alto Rappresentante, ma con la successiva nomina della evanescente Lady Ashton e dell'inesperta Mogherini adesso, gli Stati Membri hanno confermato di volere in questa posizione figure che non facciano loro ombra.

Portafogli per cui sarebbe stato opportuno che l'Italia avesse fatto una battaglia in seno al Consiglio Europeo sono quelle materie in cui la Commissione ha competenza esclusiva o principale, in cui quindi gli Stati Membri non possono interferire più di tanto, come gli importanti portafogli della concorrenza o del commercio internazionale, di grande attualità, vista la negoziazione dell'accordo commerciale UE-USA, il TTIP.



Aggiornamento dopo la formazione della Commissione Juncker il 10/9/14
Visto il ruolo capitale attribuito da Juncker ai vice-presidenti, messi a capo di clusters tematici e con potere di veto sulle materie da loro coordinate riguardo alle proposte degli altri commissari, devo ammettere che aver puntato su una vice presidenza alla Commissione UE é stata una mossa astuta e tecnicamente pagante da parte di Renzi.
Questa ammissione é la prova che "soltanto i cretini non cambiano mai opinione"...

La vuota comunicazione di Renzi é controproducente


Il Presidente del Consiglio, Renzi, che trova il tempo per lo show del gelato per "vendicarsi" sull'Economist, che lo critica ritraendolo  in copertina come un bambino col gelato in mano, ha fatto anche un clamoroso errore di comunicazione. 


Infatti l'Economist é quel prestigioso settimanale britannico che contribuisce ad orientare gli  investimenti internazionali, di cui l'Italia ha maledettamente bisogno.

 E' con una vera riforma della giustizia civile (velocizzandola sul serio, dopo i passati tentativi abortiti) e della Pubblica Amministrazione (rendendola efficiente e dialogante coi cittadini) che si migliora l'Italia e si attraggono gli investitori, e non con penosi siparietti!
E' l'economia, stupido!

dimanche 1 juin 2014

Due nuovi partiti italiani ma con la vecchia abitudine di gabbare gli elettori appena chiuse le urne

Il Movimento 5 Stelle e la lista Tsipras per l'Europa, due nuovi partiti in cui più del 25% degli italiani hanno riposto speranze di miglioramento del Paese alle ultime elezioni europee,  hanno già un tratto in comune nella loro prossima presenza al Parlamento Europeo (di seguito, PE) .
Infatti gli elettori di entrambi gli schieramenti sono andati alle urne non conoscendo in quale gruppo politico sarebbero confluiti i loro eletti al Parlamento europeo ed adesso, una volta chiuse le urne, possono ritenersi gabbati dai propri partiti riguardo alle scelte antidemocratiche effettuate a riguardo.



La collocazione in un gruppo politico al PE (per il quale sono necessari 25 europarlamentari provenienti da almeno 7 Paesi diversi) dipende naturalmente dalle affinità politiche dei partiti che vi partecipano, ma ha anche un'importanza rilevante poiché in palio vi sono: maggior risorse economiche ed attribuzione di un segretariato; una maggior visibilità politica: maggior tempo di parola alle sedute plenarie, la possibilità di partecipare all'Assemblea dei capogruppo che decide l'ordine del giorno della sessione plenaria, l'ottenimento della presidenza di commissioni e l'assegnazione di relazioni legislative.

Riguardo alla lista italiana Tsipras per l'Europa sembrava logico, per un osservatore esterno, che gli eletti italiani sarebbero confluiti nella lista GUE/NGL della sinistra radicale, contraria al Fiscal compact ed al pareggio di bilancio, in cui una delle  componenti principale é proprio quella greca di Tsipras.
 Tuttavia cio' non teneva conto dell'atteggiamento ambiguo di Vendola e SEL.
 Infatti SEL, da una parte  partecipa alle liste di Tsipras per l'Europa e ne esprime candidati, ma  dall'altra non comunica al Parlamento europeo  di voler aderire al gruppo GUE http://www.eunews.it/2014/05/22/sel-blocca-per-ora-ladesione-della-lista-tsipras-al-gruppo-della-sinistra-unita-a-strasburgo/16193 .

Per di più Vendola, invece di sostenere coerentemente la candidatura alla Commissione euopea di Alexis Tsipras, si spende in campagna elettorale a favore di Martin Schulz, il candidato del gruppo S&D a cui aderisce il PD di Renzi, pensando probabilmente di ingraziarsi Renzi riguardo ad un'eventuale alleanza politica a livello nazionale.
Al momento della costituzione del Movimento Tsipras per l'Europa, una delle promotrici, Barbara Spinelli, la figlia di Altiero, uno dei padri fondatori dell'Unione Europea, aveva dichiarato che avrebbe "tirato la lista" ma che non si sarebbe sieduta al Parlamento Europeo, lasciando quindi il posto libero ai primi non eletti.
E' invece  notizia odierna che la Spinelli, ritornerebbe sulla sua decisione e potrebbe siedere a Bruxelles, probabilmente per garantire l'adesione di almeno uno dei tre candidati eletti nella lista al gruppo GUE, ma scatenando una guerra intestina tra i partiti politici (SEL, PRC) che hanno sostenuto la lista, in funzione di quale seggio la Spinelli sceglierà (era candidata in tutte le circoscrizioni elettorali)


http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2014/6/1/40947-altra-europa-si-riuniscono-i-candidati-spinelli-forse-va-a/#.U4sfBNllrN4.twitter

Riguardo al Movimento 5 stelle, Grillo e Casaleggio non hanno fatto alcuna dichiarazione di apparentamento ad un gruppo politico al Parlamento europeo prima del voto.
Ma a rislultati elettorali conosciuti (17 seggi), Grillo é volato in incognito a Bruxelles ad incontrare Farage, il leader dell'UKIP , primo partito britannico dal risultato delle urne, con 25 seggi.
L'UKIP é un partito euroscettico che vuole l'uscita del regno Unito dall'UE, mentre il Movimento 5 stelle propone "soltanto" di indire un referendum sull'uscita dall'Euro.
L'UKIP, é anche un partito ultraconservatore e ultraliberista che non sembra proprio condividere 'i valori fondamentali del Movimento 5 Stelle" cosi' come previsto dal Codice di comportamento del Movimento per le elezioni europee http://www.beppegrillo.it/movimento/codice_comportamento_europee.php .
Infatti, riguardo all'energia e l'ambiente, l'UKIP ha una posizione pro-nucleare, a favore dello sfruttamento delle energie fossili e del gas di scisto, mentre il Movimento 5 Stelle é a favore delle energie rinnovabili, dell'eliminazione degli inceneritori, e promuove il risparmio energetico.
Le convergenze, ma a titolo personale tra i leader, appaiono più ampie su questioni legate alla sovranità nazionale, come sull'immigrazione, visto che Farage si é espresso a diverse riprese contro la libera circolazione dei cittadini rumeni e bulgari e dei rom nel regno Unito e Grillo ha una posizione molto ostile all'immigrazione clandestina, emersa riguardo alla contrarietà all'abolizione del reato di clandestinità in Italia, posizione che fu pero' sconfessata dal voto della rete.

La rete del Movimento 5 stelle é ora in subbuglio riguardo alla posizione di Grillo e Casaleggio che vorrebbero "vendere" al Movimento l'alleanza contro natura con l'UKIP di  Farage, probabilmente già preconfezionata prima delle elezioni, ed il sito di Grillo rigurgita di articoli e comunicati stampa volti ad indorare la pillola per elettori ed attivisti riguardo a quest'alleanza.

Questi due esempi, differenti nei dettagli, hanno in comune lo stesso arrogante agire di due partiti  che dovrebbero invece rappresentare il meglio quanto a trasparenza e democrazia interna nei confronti dei propri elettori.
Non serve quindi a nulla stracciarsi le vesti a causa della  diminuzione progressiva del numero dei votanti, segnale di una costante disaffezione dell'elettorato italiano verso i partiti, quando questa disaffezione viene provocata proprio dal comportamento dei partiti.

Fin quando i partiti politici vorranno continuare a farla da padroni, relegando gli elettori al mero ruolo di spettatori riguardo a decisioni di rilevante importanza politica, prese nel segreto di  piccoli comitati, agli elettori non resterà altra scelta che stracciare la scheda elettorale!

samedi 31 mai 2014

Grillo bifronte sceglie x M5S l'alleanza col misogino, xenofobo e nuclearista Farage piuttosto che i progressisti verdi europei

La scelta di Grillo di fare aderire il Movimento Cinque Stelle al gruppo politico all'Europarlamento dell'euroscettico, xenofobo e nuclearista Farage, leader dell'UKIP, sta suscitando i malumori della rete, tra cui due notevoli attivisti del Movimento 5 stelle, Ferdinando Imposimato https://www.facebook.com/notes/ferdinando-imposimato/impossibile-accordo-m5s-farage/10152415033930750 
e Angelo Consoli Direttore del team europeo dell'ambientalista Rifkin,



Nel programma dei Verdi europei, troviamo un progetto  progressista, incentrato si sull'ambiente, ma anche con altissima attenzione all'ECONOMIA, ai DIRITTI SOCIALI e DEMOCRATICI , alla SOLIDARIETA, includendovi anche i diritti degli IMMIGRATI 
  • Riforme economiche e sociali per rendere lo sviluppo sostenibile sia per gli essere umani che per la natura;
  • un processo democratico che colleghi il COMMERCIO , la SICUREZZA , le QUESTIONI ECONOMICHE e SOCIALI con l'ambiente, la CULTURA ed i DIRITTI DEMOCRATICI;
  • elevati standards ecologici , SOCIALI e DEMOCRATICI per garantire la QUALITA' della VITA;
  • SOLIDARIETA', DIRITTI UMANI e CIVILI per tutti, includendo le persone che provengono dai paesi al di fuori dell'UE;
  • una POLITICA ESTERA volta a risolvere i problemi con mezzi pacifici, piuttosto che con la forza militare;
  • strutture migliorate x la partecipazione democratica nel processo di decisione politica, inglobandovi le ONG, i sindacati, i cittadini e le autorità civili a tutti i livelli, con misure per garantire la PARTECIPAZIONE PARITARIA delle DONNE;
  • PARITA' nei DIRITTI e nelle OPPORTUITA', nel rispetto della DIVERSITA culturale e linguistica;
  • una politica di occupazione e di ridistribuzione del LAVORO, con particolare attenzione alle questione di GENERE, per porre fine all'attuale squilibrata divisione del lavoro e dividere in modo più equo la carica di lavoro tra uomini e donne, assicurando che le donne possano prendere parte sia nel mercato del lavoro che nella vita politica.


Viene il dubbio che Grillo non voglia fare un'alleanza coi Verdi europei perché non condivide affatto il progetto per un'Europa  verde e sostenibile, e soprattutto per un'Europa che sia paritaria tra uomini e donne, sul lavoro e nella politica,  un'Europa solidale e rispettosa dei diritti civili, anche degli immigrati.

Insomma viene il dubbio che Grillo, di cui erano già note le tendenze anti immigrati (vedi la sua posizione volta a non abolire il reato di immigrazione clandestina) volendosi alleare col misogino, populista, xenofobo, nuclearista ed anti-rinnovabili, ed ex operatore della City, Farage, rigetti troppi dei valori fondatori del Movimento 5 stelle (energie rinnovabili, risparmio energetico, eliminazione degli inceneritori, uno vale uno, parità dei sessi, moralizzazione della finanza...)



Ma di questo, gli attivisti che voteranno stasera sul server di Casaleggio, ma solamente riguardo all'alleanza con l'UKIP, e non con altri schieramenti progressisti e politicamente più vicini al M5Stelle, come i Verdi europei o la lista Tsipras, ne sono stati informati correttamente?