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dimanche 25 janvier 2015

Un popolo di Gattopardi potrebbe ripartire col volontariato?

George Santayan scrisse :chi non conosce la propria storia é destinato a riviverla.

Gli italiani, oltre a sembrare non conoscerla, non hanno mai voluto fare i conti con la propria storia.

Nessun mea culpa sul perché un intero popolo di "italiani brava gente" si sia schierato con un regime totalitario che non tollerava dissensi ed inviava gli oppositori al confino, quando non li faceva assassinare all'estero, un regime che si é schierato a fianco del nazismo hitleriano, fino ad approvare le leggi razziali ed a consegnare gli ebrei nelle mani delle SS per sterminarli.

I conti gli italiani non li hanno voluti fare neanche col berlusconismo, che per un ventennio ha impersonato il perido più buio per la democrazia del dopoguerra.
Il berlusconismo, che ha tratto l'essenza della propria dottrina dal Piano Propaganda del "venerabile" Licio Gelli, non ha avuto bisogno di usare l'olio di ricino contro gli oppositori.
Nel XXI secolo é  bastato  l'uso spregiudicato dei media e soprattutto delle TV che Berlusconi, grazie al foraggiamento di politici fedeli (Bottino Craxi il primo di una lunga lista), ha ottenuto in uno scandaloso regime di monopolio, scandaloso anche  per l'evidente conflitto di interessi, una volta il Nostro sceso in politica, conflitto di interessi che pero' in Italia non ha turbato il sonno a troppi....




Le TV a diffusione nazionale sono servite a Berlusconi, oltre ad accumulare fantastici tesoretti grazie alla pubblicità, per managnellare i propri avversari, politici o magistrati...
Poi i giornalisti che non si pegavano come giunchi a magnificare "volontariamente" le virtù del capo erano estromessi manu militari con gli editti bulgari di triste memoria che costarono il posto a giornalisti con la schiena dritta, come Enzo Biagi.
Inoltre la TV commerciale di pessima qualità ha reso analfabeta, dipendente da TV e da consumi compulsivi, la maggior parte della popolazione, cosi' come profetizzato da Pasolini . 




Al momento dell'inesorabile declino del Condannato, gli italiani sono poi immediatamente saltati a piè giunti sul carro del nuovo  vincitore, quel Renzi, che aveva annunciato di voler rottamare una classe politica antiquata, ma ha usato il proprio potere per asservire a se l'intero PD e per resuscitare Berlusconi, facendo con lui patti di rilevanza eccezionale, come la riforma elettorale ed ora l'elezione del Presidente della Repubblica. 

Quando mi adiravo coi miei connazionali perché mai non contrastassero Berlusconi , mi sentivo rispondere "bisogna aspettare che muoia". 




Insomma il modello italiota sembra proprio essere quello delle tre scimmiette che non sentono, non vedono e non parlano o quello del  pessimo figuro di Razzi  che, col suo "mi faccio i cazzi miei" esprime egregiamente l'italico modus vivendi: penso al mio portafogli e chissenefrega delle libertà nel Paese...

Forse questo spiega anche perché l'Italia sia un Paese in completo declino: culturale, morale e naturalmente economico, in quanto le migliori energie, se possono, scappano.

Per non chiudere con l'amarezza in bocca, mi sembra giusto citare due esempi di speranza in Italia , rappresentati da due figure eccezionali, che hanno saputo attrarre intorno a sé le forze vive del volontariato: Don Ciotti con le realtà di Libera, che cerca di riscattare il Mezzogiorno dalle Mafie attraverso il lavoro e Gino Strada con la struttura di Emergency, che aiuta gli esseri umani più bisognosi nei posti in cui maggiormente soffrono.

Penso che sia proprio partendo dall'aiuto verso il  prossimo che l'Italia potrà essere migliore.

Iniziando dall'assistenza ai bisognosi ed agli esclusi una VERA forza progressista potrà affermare la propria credibilità innanzitutto sul terreno e poi nell'immaginario collettivo.

Di strada ce n'é ancora tantissima da percorrere!





jeudi 28 novembre 2013

Le ingombranti ceneri del berlusconismo

La troppo a lungo rinviata decadenza di Berlusconi da senatore segna uno spartiacque nella vita politica del Paese.
Un simbolo di impunità é finalmente caduto per chi é stato condannato con tripla sentenza di frode fiscale passata in giudicato!

Adesso Berlusconi dovrà rassegnarsi a lavorare, prestando servizi di utilità pubblica, se non sarà richiesta la sua carcerazione da parte di qualche procura per altri reati, visto che non é più coperto dalla immunità parlamntare.

Dal punto di vista economico il Paese reale é rimasto completamente bloccato nei  venti anni del berlusconismo, in cui il Parlamento ha sprecato  tempo e visto mortificato il proprio ruolo, legiferando ad personam per non fare andare Berlusconi in galera o votando che Ruby era la nipote di Mubarak...



Col "liberale" Berlusconi ai comandi, il quale curava invece i propri personali interessi, tessendo accordi inconfessabili con dittatori come Putin e Gheddafi, l'Italia si é via via sganciata dal resto d'Europa.

Non sono state fatte le riforme per modernizzare l'economia del Paese, non si é riusciti a rendere  la pubblica amministrazione efficace ed indipendente dalla politica, si sono sprecate risorse in opere faraoniche, costosissime ed inutili come il Ponte sullo stretto (per fortuna soltanto progettato ma su cui continuamo a pagare penali assurde grazie ad accordi concessi dal governo Berlusconi) e la  TAV Torino-Lione.

Di fronte ad una politica incentrata sui propri privilegi e che si disinteressa del Paese reale, l'economia italiana  ha perso enormemente in competitività, e non puo' più recuperarla, con l'avvento dell'euro, attraverso la svalutazione monetaria .

Mentre la globalizzazione incede, gli industriali italiani delocalizzano in Paesi dove la manodopera é meno cara, il fisco più clemente o semplicemente la pubblica amministrazione più efficace...

D'altro canto le aziende straniere sono più che reticenti ad investire in Italia, vista la paralisi e le lungaggini della giustizia civile, e l'estensione della criminalità organizzata a tutte le zone geografiche ed  ai gangli economici del Paese.

Moltissime aziende continuano a fallire di fronte a consumi nazionali bloccati; la disoccupazione continua a salire in freccia, soprattutto nel Mezzogiorno, fra i giovani e le donne, lasciando terreno fertile alla criminalità organizzata.

Ma, a parte i danni economici, sembrano ancora più gravi , al fine della rinascita del Paese,  i danni culturali inferti  dal berlusconismo nel ventennio !

Berlusconismo ha soprattutto significato un modo di agire improprio: potere e denaro usato per prevaricare gli avversari, per tacitare le voci dissenzienti che non si lasciano comprare, come i giornalisti scomodi, che si chiamino Montanelli o Biagi; potere usato per travisare, con la menzogna ripetuta all'infinito, scomode verità, cosi' come insegnato dal ministro dell'informazione nazista, Goebbels.


Berlusconismo ha significato stra-potere economico e mediatico (privato e pubblico forgiato agli interessi particolari) ed un conflitto di interessi tollerato ad libitum, visto  che in qualsiasi Paese veramente democratico, chi detiene i media NON PUO' essere in politica.

Berlusconismo é in fondo dittatura, esercitata con strumenti più soffici, attraverso lo smisurato potere mediatico ed economico, imbonendo le folle anche con tanti circensem, quali la TV spazzatura, il sesso ammiccante ed il calcio, spesso rivelatosi truccato.

Berlusconismo é stato in fondo il tradizionale assenso degli italiani a colui che viene riconosciuto come il  più forte, senza porsi domande su come questa folgorante ascesa sia stata possibile in cosi' breve tempo.

Quella italiana non appare quindi, salvo minoritarie eccezioni, come una società dotata di vitale coscienza civile, degli anticorpi e dei necessari "checks and balances" contro gli abusi di potere.

Con la disapplicazione della Costituzione operata da chi si é succeduto al potere e la costatazione che chi doveva controllare ed opporsi, soprattutto dal punto di vista politico, si é fatto comprare sotto forme diverse,  si constata l'assenza di  garanzie allo strapotere dei potenti, salvo l'intervento chirurgico della magistratura, proprio come, venti anni fa, ai tempi di Mani Pulite.

A distanza di venti anni, il nuovo intervento della magistratura nei confronti della politica deviata e corrotta (che spazia da destra a sinistra) ci fa capire come  la politica italiana, sia stata costantemente incapace di rinnovarsi e di separare il grano dal loglio, troppo preoccupata a partecipare ai comitati di affari che si spartiscono i grandi cantieri o la normale "emergenza", dalla TAV all'EXPO, dalla sanità ai rifiuti.

Non conoscendo più gli italiani la propria storia, neanche quella recente del ventennio fascista, sono stati quindi condannati a riviverla, .affidando di nuovo il loro destino nelle mani dell'uomo della Provvidenza, che si é rivelato invece un misero mistificatore ed un delinquente incallito.

Il fondato timore é che gli italiani, dopo il ventennio di berlusconismo, che ha visto l'istruzione e la cultura regredire costantemente, a scapito della crescita del razzismo, del sessimo e della violenza verbale e fisica contro tutti i diversi, si siano assuefatti a delegare ed ad essere governati dal connubbio abbagliante tra potere mediatico e quello economico.
A questo punto poco conterà chi sarà il prossimo pifferaio magico di turno;  che si chiami Marina, Luca o Matteo, gli italiani rischiano di seguirlo verso il baratro...